La lingua cimbra è potuta sopravvivere nelle tre enclavi
etnico linguistiche di Roana / Robaan (7
C.), Giazza / Ljetzan (758 m. s.l.m.)
(13 C.) e Luserna /Lusern (1333 m.),
soprattutto grazie al loro isolamento geografico, per certi versi estremo. I tre paesi
cimbri sono lontani sia dai grandi centri urbani dellItalia Settentrionale che da
ogni arteria viaria di rilievo. Solo dettagliati atlanti geografici e precise carte
stradali riportano i nomi delle nostre località; riteniamo, perciò, possa essere utile
offrire una descrizione storico-geografica, che valga, nel contempo, anche come
introduzione e orientamento per gli altri nomi di luogo, inseriti nella Home Page. Le
regioni, nel cui territorio si trovano le nostre isole linguistiche, sono, nel caso di
Roana e di Giazza, il Veneto, nel caso di
Luserna, il Trentino-Alto Adige. Il
Veneto è diviso amministrativamente nelle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso,
Venezia, Verona e Vicenza; il Trentino-Alto Adige nelle province autonome di Trento e di
Bolzano/Bozen-Südtirol. Lenclave cimbra di Roana è situata nella parte
settentrionale, montagnosa della provincia di Vicenza, sullaltopiano dei Sette
Comuni o di Asiago, sulle Prealpi venete. Anche lisola linguistica di Giazza si
trova nel Veneto, ma in provincia di Verona; essa è una frazione del comune di Selva di
Progno, che a sua volta è uno dei cosiddetti Tredici Comuni veronesi, situati in quella
zona di montagna, chiamata anche Lessinia. Luserna, infine, è amministrativamente
allinterno della provincia di Trento, nella regione autonoma del Trentino-Alto
Adige, sugli altopiani di Folgaria, Luserna e Lavarone, che rappresentano la continuazione
orografica trentina dellaltopiano dei Sette Comuni. Proprio il fatto che le nostre
isole liguistiche cimbre si trovino in due regioni diverse, una delle quali gode di uno
statuto di autonomia, ancorato internazionalmente al trattato di pace di Parigi (1946), ne
caratterizza le possibilità di tutela e di sviluppo. Questa diversità, però, non è
subentrata solo nel tempo recente, al momento dellintroduzione, trentanni or
sono delle regioni, essa è una caratteristica, che segna tutta la storia delle nostre
località e della stessa entità cimbra, dalla colonizzazione fino ai giorni nostri. Le
comunità cimbre del Veneto, Roana e Giazza, fanno parte, come già detto, rispettivamente
dei Sette e dei Tredici Comuni, in tutto il territorio dei quali si parlava, fino a 200
anni fa, in modo quasi unitario il cimbro. I nomi dei Sette Cumuni vicentini sono:
Asiago / Sclège, Rotzo / Rotz, Roana / Robàan, Lusiana / Lusàan, Gallio / Ghel, Enego /
Genèbe e Foza / Vüsche. Dal punto di vista geomorfologico il territorio dei Sette Comuni
si distingue chiaramente dai territori confinanti, in quanto esso forma un altopiano,
delimitato a ovest dalla Val dAstico, ad est dalla Val Sugana e discendente a sud
verso la Pianura Padana. Anche i Tredici Comuni veronesi, nei quali si trova Giazza,
formano ununità geomorfologica abbastanza distinta dai territori circonvicini,
chiamata anche Lessinia. Nellambito delle Prealpi Venete i Lessini
costituiscono una tozza penisola protesa nella Padania, delimitata a nord ed ai lati da
grandi scarpate derosione, ma degradante gradualmente verso sud, sino ad un contatto
dolce con lalta pianura. Di forma grossomodo trapezoidale, con la base meridionale e
laltezza di circa 30 km, e la base settentrionale di 10 km, i Lessini costituiscono
un tavolato immergente a sud (Sauro, U., >>I Monti Lessini: aspetti della
conquista antropica di un territorio prealpino<<. In: Volpato, G. 1983: 19). I nomi
dei Tredici Comuni sono: Badia Calavena, Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese, Erbezzo,
Roveré Veronese, S. Mauro di Saline, Selva di Progno, Velo Veronese, ...).
Lisolamento e lunità geomorfologica del territorio furono, già a partire dal
periodo medievale, il presupposto per lo sviluppo unitario di una vera e propria
indipendenza linguistica e politica. Sia i Sette che i Tredici Comuni furono, quasi sin
dal tempo della loro fondazione per opera dei coloni cimbri, allinterno del
territorio controllato dalla repubblica marinara di Venezia, alla quale i cimbri fornirono
per secoli il legname per la costruzione delle navi della flotta. Per questi servigi e per
il fedele controllo dei confini - non dimentichiamo che le colonie cimbre si trovavano
allestremo margine settentrionale del territorio di S. Marco - le nostre comunità
ottennero dai dogi unampia autonomia, mantenuta e confermata nel corso dei secoli,
con proprie leggi e statuti. La capitolazione di Venezia, nel 1797, per opera di Napoleone
e lattribuzione del territorio veneziano alla corona austriaca durante il Congresso
di Vienna, nel 1815, posero fine allautonomia amministrativa dei Sette e dei Tredici
Comuni e tolsero agli stessi quella plurisecolare tutela, che Venezia aveva loro
garantito. Nel 1866 il Veneto fu unito al nascente regno dItalia. Il 23. Maggio 1915
lItalia dichiara guerra allimpero austro-ungarico degli Absburgo;
laltopiano dei Sette Comuni e tutta la zona di Luserna e Lavarone divengono
improvvisamente zona di guerra, i cimbri veneti sul fronte italiano, i cimbri trentini su
quello austriaco. Le nostre montagne divennero teatro di alcune delle più sanguinose ed
massacranti battaglie di tutta la prima guerra mondiale. I paesi furono ridotti a cumoli
di macerie e di rovine; gli abitanti dei Sette Comuni furono evacuati nella Pianura
padana, dove furono costretti a parlare sia tra di loro che con i loro bambini, in
italiano, per non essere considerati nemici (Costantina Zotti). Molti non ritornarono più
sullAltopiano. Le vicende che caratterizzarono la storia di Luserna furono segnate
dal fatto, che essa non si trovava, come Roana e Giazza, sotto il governo della
Serenissima, ma, bensì, sotto quello della contea del Tirolo, con la quale condivise
levoluzione storica. Anche Luserna fu coinvolta direttamente dalla Grande Guerra,
essendo stata lultimo avamposto austriaco in direzione dellItalia ed essendo
collocata nelle vicinante dellomonimo forte militare. Poco dopo la dichiarazione di
guerra i Lusernesi dovettero essere evacuati quali rifugiati di guerra e, poiché erano
cittadini dellimpero austro-ungarico trovarono rifugio in Moravia (Francesco
Nicolussi-Paolaz). Il trattato di pace di Saint-Germain assegnò allItalia la parte
di territorio tirolese a sud del Brennero e i Lusernesi divennere da cittadini austriaci,
cittadini del regno dItalia. La presa di potere dei fascisti, nel 1923, comportò
per i germanofoni di Luserna, come per quelli del vicino Sudtirolo tutta una serie di
provvedimenti repressivi. Luso del tedesco fu vietato, come pure linsegnamento
scolastico dello stesso. Anche i Lusernesi, assieme ai sudtirolesi e ai mocheni ottennero
il diritto di poter optare per limpero tedesco; 250 nella sola Luserna
si decisero per la Germania e furono trasferiti in Boemia. Allinterno delle
trattative, seguite alla fine della seconda guerra mondiale e culminate con il trattato di
Parigi, lAustria e lItalia (accordo Gruber-De Gasperi) concordarono per gli
abitanti germanofoni delle province di Trento e di Bolzano una specie di autonomia, che
garantisse loro, tra le altre cose, il diritto alluso della lingua tedesca negli
uffici e nella scuola. Laccordo Gruber-De Gasperi fu, di fatto, inserito nel
trattato di pace di Parigi tra lItalia e i rappresentanti alleati e venne garantito
così a livello internazionale. Linadempienza del governo italiano nel realizzare
gli impegni assunti nel trattato di Parigi scatenò lirritazione e laccesa
protesta dei sudtirolesi, che sfociò nella richiesta di scioglimento dellunità
amministrativa della parte bolzanina della provincia di Trento a maggioranza tedesca da
quella trentina a maggioranza italiana. Bisogna, infatti, ricordare che il governo
fascista aveva amministrativamente raggruppato tutto il Tirolo a sud del Brennero in
ununica provincia, quella appunto di Trento. Di fatto furono create due province,
quella di Trento e di Bolzano/Bozen-Südtirol, depositarie entrambi dellautonomia
derivata dallaccordo Gruber-De Gasperi, in ununica regione: Trentino-Alto
Adige. Una commissione speciale, detta dei Dodici, perché composta di 6
membri della provincia di Trento e di altrettanti di quella di Bolzano, si occupa
dellelaborazione di norme, che attuino lo Statuto di Autonomia della regione
autonoma Trentino-Alto Adige. Per la provincia germanofona di Bolzano/Bozen-Südtirol fu,
inoltre, decisa una serie di norme, raccolte nel cosiddetto Pacchetto di Autonomia, atte a
garantire la tutela e la promozione del gruppo etnico di madre lingua tedesca e di quello
di madre lingua ladina, già previste dallaccordo Gruber-De Gasperi, oltre che
regolamentare una pacifica convivenza e la distribuzione paritetica delle attività e dei
fondi sociali con il gruppo etnico di madre lingua italiana. Anche per lelaborazione
delle norme di attuazione del pacchetto di autonomia, concluso, per altro solo nel 1993,
fu costituita una commissione, chiamata dei Sei, perché composta da tre
esponenti del gruppo etnico tedesco e da tre di quello italiano. Dopo lo scioglimento
dellunità amministrativa delle due province e il ridisegnamento delle stesse sono
rimasti, quali unici cittadini germanofoni nella provincia di Trento, i 362 abitanti di
Luserna, allestremo margine meridionale del Trentino e i Mocheni nella Valle del
Fersina. Nonostante laccordo Gruber-De Gasperi tuteli esplicitamente tutti i
German speaking inhabitans della Trento province, questo fu di
fatto messo sempre e solo in relazione con la problematica del Sudtirolo fino a
raggiungere lelaborazione del pacchetto di autonomia per la suddetta provincia. Per
i Lusernesi e i Mocheni non ci fu mai quel riconoscimento giuridico quale gruppo etnico di
madre lingua tedesca, che, a nostro avviso, rapprenta il presupposto di ogni futuro
intervento di tutela.
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Informazioni, correzioni e proposte: © Gildo Bidese, 18. August 1997 |
il testo zippato |